Una sirena a Parigi – #iorestoinsala

Disponibile fino al 20 gennaio

Commedia di Mathias Malzieu con Nicolas Duvauchelle e Marilyn Lima. 102 min. Francia.

Gaspard Snow è un cantante rock sentimentale che si esibisce nel favoloso cabaret-café parigino Flowerburger, residuo di un mondo fantasioso ed eccentrico, romantico e sognatore, che fuori da quelle quattro mura non esiste più. Per giunta gli affari vanno male e la madre di Gaspard, anima e ispiratrice del locale, è morta, lasciando il marito e il figlio dentro un lutto che non sanno superare. Una sera, però, uscendo da lì, Gaspard trova sulla riva della Senna una sirena ferita e decide di portarla a casa e sistemarla nella propria vasca da bagno per curarla. Lula però lo avverte: il suo canto ammalia e uccide chi l’ascolta. E infatti alcuni uomini cominciano a cadere, stecchiti.
Come tutte le storie d’amore che si rispettino quella di Gaspard e Lula è una storia impossibile: non appena si innamorerà di lei, la sirena lo attaccherà al cuore, causando l’arresto del muscolo e dunque la morte del giovane. Non è tutta colpa sua: le ragioni affondano nella crudeltà e nell’intolleranza del maschio umano e in un voto da cui non si può tornare indietro, perché la sua forza è sovrannaturale.

Diversamente da Tom Hanks, che in Splash. Una Sirena a Manhattan, arretrava di fronte alla scoperta che la donna per la quale aveva perso la testa era in realtà un pesce, Nicolas Duvauchelle sembra non voler considerare il lato umano e femminile di Lula, certo della propria insensibilità conclamata per il sentimento amoroso, e ne apprezza inizialmente solo la stranezza e il profumo di avventura.

Da buon “sorprenditore” è grato di venire da lei sorpreso a sua volta, ma il gioco naturalmente dura poco e la bella Marilyn Lima (Bang Gang, Skam France) comincia presto a procurargli i primi crampi allo sterno.

Musicista, scrittore e regista, Mathias Malzieu ha versato in questo film l’energia e la poliedricità che lo caratterizzano e che non conoscono, evidentemente, mezze misure. Il rischio del kitsch è dietro l’angolo (presi nel dettaglio sono kitsch molti degli oggetti che arredano la casa di Gaspard e più che mai il loro accumulo) ma Malzieu ha un repellente apposito: un sano gusto del naïf che ben si coagula con i temi di questo racconto.

Il punto dell'”animato” discorso di Malzieu è proprio lì: occorre ritrovare la capacità di lasciarsi incantare in una Parigi contemporanea in stato di lutto. Occorre far scalpitare ancora i cuori fermi da troppo tempo. Occorre sperare ancora nella bellezza del mondo, permettendosi di adottare uno sguardo di stupore innocente. Gaspard possiede quello sguardo, o almeno l’ha posseduto, ma più di tutti lo possiede la creatura nuova al nostro mondo, che lo vede per la prima volta (sì, viene in mente Il quinto elemento, non a caso Luc Besson è tra i produttori).

fonte mymovies.it

 

 

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