MINARI

sabato 31 luglio ore 21.30

Drammatico di Lee Isaac Chung con Alan S. Kim e Ye-ri Han.115 min. USA.

Anni ’80: Jacob e la sua famiglia, immigrati sudcoreani stanchi di sopravvivere grazie a lavori come il sessaggio dei polli, si trasferiscono dalla California all’Arkansas. Jacob vuole avviare una coltivazione in proprio e rivendere i prodotti del suo lavoro nelle grandi città. La sua ambizione richiede enormi sacrifici e la moglie Monica è sempre meno disposta a concederne, specie per le complicazioni cardiache del figlio David. Pur di mantenere la famiglia unita Jacob accetta che si trasferisca da loro la suocera, Soonja: a differenza di Jacob, la donna è rimasta ancorata alle tradizioni coreane e si dimostra tutto fuorché corrispondente all’immagine tradizionale della nonna.

La collocazione temporale del quarto film di Lee Isaac Chung è solo in parte dovuta a un’esperienza autobiografica. Sono anche gli anni del reaganismo e della deregulation, gli anni in cui i piccoli agricoltori d’America soffrono, stritolati da un sistema spietatamente competitivo e sempre meno propenso all’assistenza.

Su Jacob però il sogno americano ha attecchito e per lui lo spirito dei pionieri e il riscatto individuale procedono in maniera inscindibile. La sfida che questi ingaggia contro la malasorte e la natura sa di Sisifo che spinge il fatidico masso o di – come il nome proprio suggerisce – Giacobbe che sogna una scala verso Dio e le sue promesse, in un’ossessione che non conosce ostacoli e finisce per contare più di quel che avviene al contorno.

Jacob vuole fornire un prodotto che restituisca il sapore della lontana patria a quei 30 mila coreani che ogni anno arrivano negli Stati Uniti. Ma per intraprendere questo viaggio deve immergersi a capofitto nelle contraddizioni d’America e del suo entroterra più isolato e impenetrabile, dove uomini che interpretano la religiosità in senso quasi animista possono rivelarsi di buon cuore e ragazzini apparentemente razzisti rivelarsi buoni amici.

È impossibile afferrare il cuore d’America, ce l’hanno raccontato generazioni di romanzieri che spesso hanno raccontato proprio storie di immigrati e di nuovi pionieri, pronti a conquistare una fetta di terra promessa contro tutto e tutti. Minari si inserisce in questa tradizione, giocando sull’innesto di elementi coreani – alcune pietanze tipiche, la gestione delle emozioni, lo spirito imprevedibile della nonna -, divenuti più familiari per il pubblico occidentale anche grazie al premio Oscar 2020 di Parasite, in un racconto classico americano.

da mymovies.it

Prezzi

Intero 6 € (+ diritti di prev.)
Ridotto (over 65 e studenti max 26 anni): 5 € (+ diritti di prev.)
Associato “Piccolo Teatro” – Bambini 4/12 anni: 4 € (+ diritti di prev.)

Prevendita

ONLINE su https://www.liveticket.it/piccoloteatropadova
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  • Cartoleria “C’ERA UNA VOLTA”, Via Asolo 9, 35142 – di fronte al parcheggio del Piccolo Teatro (049.8803700) vedi su google maps
  • Cartoleria “PROSDOCIMI”, Piazzetta Cappellato Pedrocchi, 10, 35122  vedi su google maps
  • Cartoedicola “RUGGERO”, Via Armistizio, 289, 35142 (049.715469) vedi su google maps

IN CASO DI MALTEMPO

lo spettacolo si svolgerà nell’attigua sala Piccolo Teatro (climatizzata) salvo casi di forza maggiore