LE NINFEE DI MONET

martedì 29 gennaio – ore 17 e 21:15

Regia di Gianni Troilo – documentatrio, eventi-arte – Francia, 2018 – 80′.  Sceneggiatura di Giorgio D’Introno, Giovanni Troilo e Marco Pisoni
Colonna sonora originale di Remo Anzovino

Gli amanti di Monet devono assolutamente segnarsi questa data in calendario: martedì 29 gennaio sullo schermo del Piccolo sarà proiettato il film-evento dedicato al padre dell’impressionismo, che si concentrerà sull’interesse del pittore per le ninfee. Il film, dal titolo “Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce” è prodotto da Ballandi Arts e da Nexo Digital ein collaborazione con TIMVISION Production. La pellicola si inserisce nel progetto La grande arte al cinema, di Nexo Digital, a cui adersice anche il Piccolo.

Il film condurrà gli spettatori tra alcuni dei luoghi simbolo dove la passione di Monet per le ninfee è sbocciata e dove sono conservate oggi le tele frutto di questa ossessione: il Musée Marmottan, il Musée de l’Orangerie e il Musée D’Orsay, Giverny con la Fondation Monet, la casa e il giardino dell’artista, e tra i magnifici panorami di Étretat. Un viaggio che comincia a Le Havre, dove Monet passa i primi anni della propria vita artistica, e che prosegue risalendo la Senna fino a Giverny, dove Monet dedica anima e corpo al compimento della sua opera, che si può oggi ammirare a Parigi, nel Musée de L’Orangerie, nelle magnifiche sale ovali da lui stesso disegnate.

A far da guida in questi luoghi ci sarà Elisa Lasowski, nota al pubblico per l’interpretazione di Maria Teresa d’Asburgo nella serie TV Versailles.

Accanto alle immagini e alle parole scorre la colonna sonora firmata da Remo Anzovino, già autore delle musiche per altri film dedicati all’opera di grandi artisti, come Van Gogh – Tra il grano e il cielo.

“Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce” getta nuova attenzione sull’opera dell’artista anche grazie alle collaborazioni e agli interventi di numerose personalità legate alla sua figura: lo storico e scrittore Ross King, autore del best seller Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna, edito in Italia da Rizzoli, che si è occupato della consulenza scientifica, la fotografa fiamminga Sanne De Wilde e la giardiniera della Fondation Monet, Claire Hélène Marron.

“Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce” permette al pubblico di scoprire il ruolo fondamentale che ebbe il progetto della Grand Décoration nella vita e nell’opera del pittore: è dipingendo i carnosi petali delle ninfee morbidamente adagiate sulle acque degli stagni che Monet esce dalla depressione in cui è sprofondato e che non gli permette più di dipingere.

Come spesso accade il destino si prende però gioco delle speranze dell’artista: Monet muore cinque mesi prima che il suo sogno si trasformi in realtà. Forse è un bene, visto che inizialmente i francesi screditano l’opera. Bisogna aspettare trent’anni, quando le ninfee di Monet arrivano negli Stati Uniti perché il pubblico si innamori di queste opere in grado di profondere calma e sospendere l’aria intorno a sé.

Biglietti d’ingresso:
Interi Euro 9
Ridotti (over 65 e studenti max 26 anni) Euro 8
Associati e ragazzi 4/12 anni Euro 7.

Non è prevista prevendita.

La biglietteria aprirà 30 minuti prima della proiezione.

Il film evento dedicato al padre dell’Impressionismo e alla sua ossessione per le ninfee, cCon la partecipazione straordinaria dell’attrice Elisa Lasowski (attrice del Trono di Spade), della fotografa Sanne De Wilde, della giardiniera della Fondation Monet a Giverny, Claire Hélène Marron, con la supervisione scientifica di Ross King, autore de “Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna”

diretto da Giovanni Troilo
sceneggiatura di Giorgio D’Introno, Giovanni Troilo e Marco Pisoni
con la colonna sonora originale di Remo Anzovino

Quando l’ex Primo Ministro Francese George Clemenceau si reca a Giverny, trova parecchie tele accatastate nella cantina della ricca abitazione in cui è ospite. Numerose rappresentano fiori esotici, presentati per la prima volta all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Il giardino, lo stagno, le tele che rendono unica tra tutte quella casa sono opere sue: di Claude Monet, il padre dell’Impressionismo. E quei fiori dai petali carnosi, che galleggiano sulla superficie dell’acqua ed estendono le proprie radici nelle acque paludose, sono nénuphar, ma per Monet saranno sempre e soltanto Nymphéas, Ninfee.

È proprio per raccontare questa storia, questa passione, questa ossessione, che arriva al cinema Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e di luce,.

A guidare gli spettatori alla scoperta dei luoghi, delle opere e delle vicende del maestro, ci sarà Elisa Lasowski (Trono di Spade e Versailles), mentre la consulenza scientifica sarà affidata allo storico e scrittore Ross King, autore del best seller Il mistero delle ninfee. Monet e la rivoluzione della pittura moderna, edito in Italia da Rizzoli. Tra gli altri interventi preziosi che getteranno nuova luce sulla figura di Monet e del suo lavoro anche quello della fotografa fiamminga Sanne De Wilde e quello della giardiniera della Fondation Monet, Claire Hélène Marron. La colonna sonora originale del film è firmata da Remo Anzovino.

Attraverso tutte queste voci e suoni, scopriremo così come Claude Monet riemerga dalla depressione che lo ha portato ad abbandonare la pittura e decida di dedicarsi anima e corpo alla sua impresa più colossale: la Grand Décoration. Enormi pannelli raffiguranti il suo stagno di ninfee, talmente avvolgenti che lo sguardo dello spettatore si perde in un’atmosfera di serenità e pace.

Seguendo il percorso della Senna, partiremo da Le Havre dove Monet trascorre il primo periodo della sua vita artistica, risalendo il fiume verso gli altri paesi dove ha dimorato, per dimostrare quanto innovativo, radicale e moderno sia il suo approccio all’arte e quanto spasmodica la sua ricerca dell’elemento acquatico: Poissy, Argenteuil, Vétheuil, Giverny. Qui, recluso nel suo giardino, mentre piovono le bombe della Prima Guerra Mondiale, Monet insegue ossessivamente il suo sogno di eterna gloria, e dipinge senza tregua la sua opera di resistenza e di pace. A Parigi, nel Musée de L’Orangerie, la sua speranza trova finalmente il giusto compimento, nelle magnifiche sale ovali da lui stesso disegnate. Qui, nel maggio del 1927, l’amico George Clemenceau inaugura finalmente il museo dedicato alla Grand Décoration.

Ma Claude Monet è morto appena cinque mesi prima. Non vedrà mai la sua opera compiuta, né conoscerà l’impatto che ha avuto sul pubblico. Ma l’opera più ardita di Monet, quella nella quale ha profuso gli ultimi dodici anni della sua vita e le sue ultime energie, viene accolta con disprezzo dai francesi. Solo trent’anni più tardi, le Ninfee di Monet varcheranno uno stagno più grande, l’Oceano Atlantico, e invaderanno gli Stati Uniti, insieme a tutta la sua produzione, decretando così – questa volta per sempre – il successo di uno straordinario genio.