I CAPULETI E I MONTECCHI

martedì 16 aprile ore 19.30

in differita dalla OPERA National de Paris (Bastille) – opera di Vincenzo Bellini – direzione d’orchestre Speranza Scappucci – regia di Robert Carsen –  con Julie Fuchs, Anna Goryachova, Jean Teitgen, Francesco Demuro

I Capuleti e i Montecchi è un’opera in due atti con musica di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani, rappresentata in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia, l’11 marzo 1830 con successo.

Quando, nel 1830, Vincenzo Bellini assunse il compito di adattare Romeo e Giulietta per La Fenice di Venezia, aveva solo sei settimane per comporre un’opera. Felice Romani, suo librettista fin dalla sua prima opera di successo, Il Pirata, ha scelto di risalire, oltre Shakespeare, alle fonti italiane del mito. Il dramma ora è più cupo: il litigio tra le due famiglie è diventato una vera e propria guerra. Già nel titolo scelto da Bellini i nomi delle famiglie hanno eclissato quelli di Romeo e Giulietta, proprio mentre il conflitto avvelena la loro passione. L’opera resuscita anche una scena che Shakespeare aveva omesso: quando Giulietta, che Romeo credeva morta, si risveglia nella tomba, ai due amanti è concesso un breve scambio prima di soccombere al sonno eterno. Il regista Robert Carsen ambienta l’espressione lirica di queste vite inestricabilmente intrecciate in uno scenario austero illuminato da un amore ardente. Un amore trasceso dalla partitura tenera e onirica di Bellini. La più grande storia d’amore di tutti i tempi, nella Verona del XIII secolo troviamo il grande amore tra Giulietta e Romeo. Tuttavia l’opera belliniana non riserva solamente splendide pagine dedicate all’amore, non mancano infatti battaglie, rivalità e rimpianti.

Il libretto costituisce un adattamento di un precedente melodramma di Romani, già messo in musica da Nicola Vaccaj. Esso si basa su un’ampia tradizione letteraria italiana (tra cui la novella IX di Matteo Bandello – 1554) dedicata alla celebre coppia di innamorati veronesi, e non, come talvolta si legge, sulla tragedia Romeo e Giulietta di William Shakespeare, all’epoca pressoché sconosciuta in Italia.

L’opera fu composta in poco più di un mese, tra la fine di gennaio ed i primi di marzo, tanto che Bellini dovette attingere a piene mani a motivi della Zaira, l’opera composta l’anno precedente e andata incontro ad un irrimediabile insuccesso.

La romanza di Giulietta Oh! quante volte, oh quante!, il brano più famoso dell’opera, fu, invece, ricavata dall’opera d’esordio, Adelson e Salvini. In tutti questi casi, tuttavia, Bellini non si limitò a riciclare la vecchia musica, bensì la sottopose ad un’accurata rielaborazione, per adattarla ai personaggi, ai versi e agli interpreti, al punto che di alcuni brani non è facile riconoscere ad orecchio la fonte.

Come in Zaira, la coppia dei protagonisti è affidata a due voci femminili. La scelta del mezzosoprano en travesti per la parte di Romeo è quanto mai appropriata alla rappresentazione di un amore adolescenziale. È semmai interessante come l’amore tra fratello e sorella in Zaira, spesso con la musica relativa, si converta senza difficoltà in quello tra i due innamorati di Verona.

Nell’arco della parabola creativa belliniana I Capuleti e i Montecchi segna il punto di massima canonizzazione delle macrostrutture e microstrutture operistiche. La successione dei numeri musicali, la loro articolazione interna, così come la struttura del periodo musicale concedono poco all’imprevisto, ma al tempo stesso mostrano un equilibrio maggiore che nelle precedenti partiture. Certo si tratta di una soluzione dettata anche dalla fretta, ma resta il fatto che con quest’opera Bellini sembra gettare le fondamenta su cui si svilupperà la ricerca formale dei capolavori successivi.

Note tratte da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/I_Capuleti_e_i_Montecchi

 

I CAPULETI E I MONTECCHI

di Vincenzo Bellini

Drezione musicale: Speranza Scappucci

Regia: Robert Carsen

Scene e costumi: Michael Levine

Con

Julie Fuchs – Giulietta

Anna Goryachova – Romeo

Jean Teitgen – Capellio

Francesco Demuro – Tebaldo

Krzysztof Bączyk – Lorenzo

 

 

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