DENTRO CARAVAGGIO

martedì 18 ottobre 17.00 e 21.15

Documentario, 2019 – Regia di Francesco Fei. Un film con Sandro Lombardi

Tornano i documentari de La Grande Arte al Cinema con novità della stagione ed anche qualche titolo meritevole che non era ancora stato proiettato nella nostra sala. E’ il caso di “DENTRO CARAVAGGIO”.

Interi € 8 + dir. pr.
Ridotti € 7 + dir. pr.
Associati € 6 + dir. pr.

La biglietteria apre 30 minuti prima delle proiezioni.

Prevendite nei negozi abituali e su www.liveticket.it/piccoloteatropadova

 

da mymovies.it

Un’altra proposta su Caravaggio? È una domanda lecita. Un quesito risolto già dalle prime sequenze del film di Francesco Fei che racconta l’artista, così popolare in una chiave inaspettatamente introspettiva e attraverso narrazioni personali.
Dentro Caravaggio tratta pochi cenni biografici, restituiti principalmente dalle parole, dai racconti e da pensieri attuali dei suoi narratori, personaggi e intellettuali più diversi. Intervengono storiche dell’arte come Giovanna Cassese, Caterina di Giacomo o Rossella Vodret, il critico e giornalista Marco Carminati, che legge le tele di Caravaggio all’interno del percorso espositivo a Palazzo Reale, artisti che da Caravaggio hanno tutt’oggi tratto ispirazione come il fumettista Milo Manara, che racconta un pittore incisivo e cinematografico, i videoartisti Masbedo e quel grande testimone della nostra cultura italiana che è Achille Mauri.

Sguardi e punti di vista diversi che racchiudono un Caravaggio inedito. Un “pensatore visivo”, come asserisce lo storico e filosofo Gennaro Carillo.

Tanto attuale da essere definito un “regista” tout court, un sublimatore di immagini violente e molto contemporanee e, indica Mauri, un testimone attento alle problematiche sociali e politiche, che oggi avrebbe sicuramente raccontato la tematica dell’immigrazione a modo suo. Insomma, Michelangelo Merisi era un pittore straordinario e dalla irruente personalità. Le sue opere si sviluppano stilisticamente di pari passo alla sua tormentata vita da esule, da quando, dopo una rissa in cui l’artista uccise il suo avversario Ranuccio Tommasoni, fu costretto a scappare da Roma e rifugiarsi a Napoli, dove fu bene accolto da ottimi committenti, poi Marsiglia, per tornare in quella Sicilia barocca e vivida di cultura.

Nel film i tratti della personalità di Caravaggio sono identificati nei dettagli dei suoi dipinti accompagnati dalle musiche realizzate ad hoc da Teho Teardo e dal volto e parole di Sandro Lombardi che, come Virgilio nella Divina Commedia, si immerge con lo spettatore nelle opere: il “Ragazzo morso da un ramarro”, “Davide vincitore di Golia”, “Marta e Maria Maddalena”, “San Gerolamo”, il “Seppellimento di Santa Lucia”, le “Sette opere della Misericordia” – definite tele monocrome dalla astrazione delle figure – a Pio Monte della Misericordia a Napoli, la “Cena di Emmaus” esposta alla Pinacoteca di Brera di Milano. Questi alcuni dei dipinti raccontati nel film dove quei tagli di luce al centro, i punti drammatici e scuri, i volti fortemente espressivi, le mani costantemente in movimento, gli sguardi drammatici, racchiudono la forza di Caravaggio, pittore immediatamente riconoscibile per quello stile unico, tanto da stupire, magari turbare, ancora oggi.

Tra i momenti più interessanti del film, soprattutto per i non addetti ai lavori, vanno osservati il montaggio e lo smontaggio della mostra realizzata a Palazzo Reale di Milano – con un focus allestito anche presso le Gallerie d’Italia – dove una squadra di esperti montatori, installatori, conservatori e storici svelano con passione e minuzia le grandi tele – Caravaggio dipingeva figure in primo piano e su scala 1:1, per coinvolgere totalmente lo spettatore nella realtà tangibile che stava raccontando – protagoniste della storia.