CHIUSO FINO AL 3 DICEMBRE (DPCM 4/11/2020)

Aggiornamento del 4.11.2020:  Il DPCM del 4/11/2020 ha prorogato fino al 3 dicembre la chiusura di cinema e teatri, e pertanto il Piccolo Teatro rimane chiuso fino a tale data.

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Aggiornamento del 25.10.2020: Da lunedi 26 ottobre la sala rimane chiusa fino al 24 novembre compreso, come da DCPM 25/10/2020.
Gli eventi previsti  nel periodo 20 ottobre / 24 novembre sono quindi da considerarsi annullati o rinviati a data da destinarsi.
Tutti i prossimi aggiornamenti (comprese le indicazioni per i possessori di biglietti di eventi programmati fino al 24 novembre) saranno pubblicati su questo sito e sulla pagina FB Piccolo Teatro Padova.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli spettatori che, dal 2 luglio al 30 agosto nella rassegna all’aperto e dal 23 settembre fino al 24 ottobre 2020, sono tornati per godere con noi l’emozione del cinema, del teatro e della lirica “IN PRESENZA”.

Il Piccolo Teatro, come le altre sale italiane, rivendica di essersi adoperato e di aver investito per il rispetto dei protocolli e delle normative fino ad oggi vigenti, come luogo sicuro. Si ricorda il dato diffuso nei giorni scorsi secondo cui su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti dal 15 Giugno si sia registrato un solo contagio (fonte AGIS, 11.10.2020).

 

LETTERA DELL’AGIS  (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) AL PREMIER E AL MINISTRO FRANCESCHINI DI CRITICA NEI CONFRONTI DEL NUOVO DPCM “EFFETTO DEVASTANTE PER IL MONTO DELLO SPETTACOLO”

llustre Presidente del Consiglio, Illustre Ministro,
facendo seguito alle fitte interlocuzioni intervenutenella giornata di ieri con il Ministro Franceschini, che ringraziamo per lo sforzo compiuto in queste ore per addivenire a conclusioni differenti, esprimiamo la nostra contrarietà, insieme a larghissima parte dell’opinione pubblica, rispetto alla ipotesi prevista nel DPCM in merito alla sospensione delle attività dei teatri, dei cinema e dei luoghi di spettacolo.
Come evidenziato dai dati di una ricerca da noi effettuata etrasmessa alle Istituzioni ed agli organi di informazione, i luoghi di spettacolo si sono rivelatitra i più sicuri spazi di aggregazione sociale.
Riteniamo, pertanto, che la misura prevista sia ingiustamente penalizzante rispetto al nostro settore. Sono stati siglati accordi e protocolli a livello territoriale ed a livello nazionale con le Organizzazioni di categoria per garantire la salute e la sicurezza e tutte le imprese del comparto si sono adeguate assumendosi onerosi investimenti per elevare il livello di prevenzione sia per i lavoratori che per gli spettatori.
Pertanto, riteniamo che vi siano i presupposti affinché i teatri, le sale cinematografiche e da concerto siano escluse da provvedimenti restrittivi, alla luce di dati oggettivi che siamo pronti a dimostrare nelle sedi opportune.Una nuova chiusura delle attività del settore comporterebbe un colpo difficilmente superabile ed una drammatica ricaduta sulle decine di migliaia di lavoratoried artisti, già al limite del sostentamento a causa del crollo del reddito.
Si tratterebbe di una scelta devastante per l’intero Paese.

Chiediamo sin da subito l’apertura di un tavolo al fine di individuare possibili strumenti idonei ad affrontare le situazioni di maggiore sofferenza e a garantire piùcertezza per il futuro.
Confidando in una comprensione delle ragioni esposte, si porgono cordiali saluti.
Roma 25.10.2020
Il Presidente (Carlo Fontana)


LETTERA DELL’ANEC  (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) AL MINISTRO FRANCESCHINI E AL PREMIER CONTE PER CHIEDERE MISURE CONGRUE A TUTELA DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE

Illustre Presidente del Consiglio, Illustre Ministro,
alla luce del nuovo DPCM firmato in data odierna, che conferma le anticipazioni veicolate dal Ministro Franceschini alla Presidenza della nostra associazione già nella giornata di sabato 24 ottobre, siamo ad esprimere forte preoccupazione e disapprovazione anche per l’impatto devastante che questo ulteriore stop avrà sulle sale cinematografiche.
In questo momento la priorità collettiva è comprensibilmente rivolta alla salvaguardia della vita e della salute della popolazione, ma è di assoluta importanza fugare il dubbio che la chiusura del comparto dello spettacolo non sia dovuto a criticità legati alla sicurezza che è invece in grado di garantire con livelli altissimi, ma sia un agnello sacrificale immolato per salvare altri settori che continuano, per il momento, a poter operare in regime di normalità, seppur con limitazioni.
Nei 5 trascorsi dalla ripartenza, abbiamo più volte, invano, richiesto un sostegno per una forte campagna di comunicazione per la ripartenza, e i dati di contagio nelle sale cinematografiche confermano la assoluta massima sicurezza degli ambienti per i lavoratori e gli spettatori. La capacità di garantire distanziamento in sala durante gli spettacoli, negli accessi e nei deflussi, la misurazione della temperatura, i posti assegnati e il tracciamento di ogni cliente, fanno dei cinema uno dei posti più sicuri che fino ad oggi sono in attività.
La chiusura imposta da lunedì 26 ottobre fa crollare tutto il lavoro svolto dalle singole imprese del settore nel dialogo con la propria clientela per condividere il concetto di assoluta sicurezza e nel tentativo di ristabilire un rapporto con il proprio pubblico. Occorre pertanto lavorare fin da subito per predisporre il piano della ripartenza, che dovrà avvenire al termine di questo periodo di 4 settimane, del settore che vede nell’immediata riapertura il periodo di maggior appeal di tutto l’anno, le festività natalizie. Compromettere anche questo momento dell’anno significa condannare a morte definitivamente l’intero comparto delle sale cinematografiche con tutte le aziende e i lavoratori addetti.
Chiediamo pertanto da subito misure congrue e rapide a sostegno delle imprese e dei lavoratori, a ristoro del periodo di chiusura e a sostegno della ripartenza. Momento che dovrà vedere il massimo impegno da parte del governo facendo anche tesoro delle criticità che hanno rallentato la ripartenza in estate. E’ purtroppo sotto gli occhi di tutti come il cinema non possa ripartire aspettando il prodotto filmico proveniente dall’estero, ma può fare affidamento unicamente sulle numerose produzioni nazionali, sostenute proprio con denaro pubblico. Occorre quindi una forte azione del governo e del preposto Ministero affinché si garantisca la tutela della sala cinematografica, sostenendo e premendo per l’uscita sugli schermi di tutti i film già pronti, senza soluzioni diverse o deroghe che penalizzino l’uscita in sala.
Chiediamo sin da subito l’apertura di un tavolo al fine di concordare tutte le iniziative, su citate, per la ripartenza, per la tutela dell’immagine della sicurezza dei luoghi di spettacolo e la miglior forma di comunicazione per la rapida ripresa dell’attività delle sale cinematografiche.
Confidando in una comprensione delle ragioni esposte, si porgono cordiali saluti.

Roma 25.10.2020
Il Presidente  (Mario Lorini)

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25/10/2020

Abbiamo appreso della decisione, molto dolorosa, come ribadito dallo stesso Ministro Franceschini, della chiusura delle sale cinematografiche. Comprendiamo, con senso di responsabilità, la necessità di garantire prima di tutto la salute e la sicurezza dei cittadini attraverso la limitazione degli spostamenti delle persone. Ci sembra però decisivo sottolineare la centralità e l’importanza del cinema in sala come esperienza di arricchimento culturale e sociale, che appartiene ai bisogni necessari e irrinunciabili di una società che vuole vivere e non solo sopravvivere. Ricordiamo che le sale cinematografiche hanno scrupolosamente applicato in questi mesi protocolli severi, elaborati grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria, riuscendo così a garantire la sicurezza degli spettatori e trasformando le sale in luoghi a contagio zero. I distributori, in particolari quelli italiani, hanno strenuamente resistito continuando a programmare film anche contro ogni logica economica, nell’incertezza assoluta di fronte ai diversi e improvvisi provvedimenti che hanno reso vana qualsiasi forma di pianificazione. Ci impegneremo perché il provvedimento di oggi abbia carattere assolutamente temporaneo: dopo questa fase, fatta di sacrifici complessi ed economicamente dolorosi, si deve giungere al più presto ad una riapertura programmata, con la piena collaborazione tra il governo, le istituzioni ed esercenti, distributori e produttori.

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CELLULOID JUNKIE: Nessun caso di Covid dovuto al cinema nel mondo