PARIGI A PIEDI NUDI

(Paris pieds nus) di Dominique Abel e Fiona Gordon
commedia, Francia 2018, 84 min.
con Dominique Abel (Dom), Fiona Gordon (Fiona), Emmanuelle Riva (Martha), Pierre Richard (Norman), Fred Meert (Bob agente della gendarmeria canadese), Philippe Martz (signor Martin), Olivier Parenty (dipendente dell’ambasciata canadese), Cèline Laurentie (la postina), Fabrice Milich (portiere della chiatta), Romy Cocollos (Mika).

 

Bibliotecaria eccentrica e solitaria in un isolato paesino tra le nevi canadesi, Fiona riceve all’improvviso una lettera da parte della zia Martha, arzilla novantenne che vive a Parigi. Sorpresa, Fiona parte per la capitale francese con il primo aereo…
Guarda il trailer
Valutazione Pastorale della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEIDa sempre scenario ideale che fa da cornice a tante storie, Parigi, attraverso questo film, rinfresca toni e atteggiamenti alla luce di formule rinnovate di comicità. Si tratta di una commedia, senza dubbio originale, che ambisce a stare e rimanere fuori dalla mischia. Ci sono alcune situazioni che meritano di essere rilevate. Intanto il fatto che i due interpreti principali, Fiona e Dominique, sono anche i registi del film: copione sulfureo per due autori di sottile ironia. Dominique Abel e Fiona Gordon (lui belga, lei canadese) scrivono per il teatro da oltre 25 anni e, a partire dal primo film (“Iceberg”, 2005) non si sono mai stancati di raccontare le bizzarrie degli esseri umani. Questa è forse la chiave giusta per accostare e godere appieno di un film insolito e particolare come questo, che ricorda, inevitabilmente, l’irresistibile e trascinante umorismo di Jacques Tati, il grande comico francese che nel secondo dopoguerra rivoluzionò il cinema con una ventata di spassoso divertimento, tanto fresco quanto intelligente. Jacques Tati è rimasto nella storia del cinema per titoli quali “Giorno di festa” (1947), “Mio zio” (1958), “Playtime” (1967) e per la creazione dell’indimenticabile personaggio di “Le vacanze di Monsieur Hulot” (1955): maschera unica e irripetibile, pronta a stupirsi e allarmarsi di fronte all’invadenza e alla forza della modernità. Sul versante di una narrazione che corre tra provocazione e gusto vintage si muove anche la poetica di Dominique Abel e Fiona Gordon, simili a due eroi sperduti nella grande città, della quale apprezzano la bellezza ma non sanno godere appieno di ricchezze e pregi. Uomini e donne che vivono una vita forse precaria e sono tuttavia capaci di accogliere ogni difficoltà e regalare a stessi e agli altri un franco, luminoso sorriso. “Parigi a piedi nudi” si offre come una poesia, piccola e indifesa a protezione degli ultimi, degli afflitti, dei puri di cuore. Una bella pagina di fantasia e di umorismo per risollevare lo spirito. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell’insieme brillante. 
Il cinema di Fiona Gordon e Dominique Abel smentisce le apparenze. Lo crediamo minimalista ma a torto perché ciascuna immagine dispiega un ventaglio di idee, di invenzioni, di emozioni. Lo crediamo artificioso e costruito con precisione millimetrica ma in realtà diventa ogni volta terreno di gioco dove tutto slitta traboccando libertà, spontaneità e audacia. mymovies.it