mistero a Crooked house

(Crooked House)  di Gilles Pasquet Brenner
giallo, Gran Bretagna 2017, 90 min.
con Glenn Close (Lady Edith), Terence Stamp (Ispettore Capo Taverner), Max Irons (Charles Hayward), Gillian Anderson (Magda), Christina Hendricks (Brenda), Stefanie Martini (Sophia Leonides), Julian Sands (Philip Leonides), Amanda Abbington (Clemency Leonides), Christian McKay (Roger Leonides), Honor Kneafsey (Josephine), John Heffernan (Laurence Brown)

In Inghilterra alla fine degli anni Cinquanta, Aristides Leonides, ricco patriarca greco, muore in circostanze misteriose. La nipote Sophie si reca dall’investigatore privato Charles Hayward, suo ex amante, e gli chiede con insistenza di trasferirsi nelle tenuta di famiglia per indagare sul caso.
Tratto dal libro della regina del giallo Agatha Christie È un problema (Crooked House), da lei definito il suo preferito.

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Valutazione pastorale della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI:    Essendo il punto narrativo di partenza il romanzo di Agatha Christie, il più, si potrebbe dire, è fatto. Sicuri sono la tensione dell’intreccio, il dosaggio della suspense, il mistero fino all’ultimo sul (o sui) colpevoli. A queste certezze bisogna aggiungere, in sede di trasposizione filmica, la presenza nel copione di Julian Fellowes, autore di “Downton Abbey”, tra i migliori serial dell’ultimo periodo. Pur con queste premesse, la regia di Gilles Paquet Brenner si dimostra certamente seria, scorrevole, equilibrata nei modi e nei luoghi (il romanzo è del 1949, l’ambientazione è spostata più avanti, agli anni ’50) ma non in grado di lasciare tracce memorabili. L’azione si muove sul filo della grande tenuta inglese, luogo di rancori e vendette quasi teatrale, e momenti nella swinging London anni ’50, a segnare l’incombere di epocali cambiamenti in arrivo. Forse il giallo alla “Agatha Christie” è talmente conosciuto da richiedere ogni volta qualcosa di nuovo, o di innovativo. Qui tutto procede comunque bene, con una tranquillità carica di tensione e di colpi di scena ben dosati. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e, per i temi che tocca problematico.

Recensione di Alessio Graziani da saledellacomunita.it:  Perfetta per un pomeriggio autunnale al cinema questa recente trasposizione cinematografica di un romanzo di Agatha Christie. E c’è di che stupirsi che nessuno avesse ancora pensato di trasformare in un film quello che la celebre scrittrice inglese riteneva una delle sue opere migliori. Mistero a Crooked House (Regno Unito, 2017) si basa infatti sul romanzo del 1949 “E’ un problema”, poco apprezzato dal pubblico perché non vede all’opera né la cara vecchia miss Marple, né l’elegante investigatore belga Hercule Poirot. Ad indagare su una morte sospetta è qui l’affascinante e squattrinato Charles Hayward, invitato da una vecchia fiamma nella villa di famiglia, Crooked House appunto. Sotto lo stesso tetto convivono una serie di personaggi molto diversi tra loro, ma uniti da sentimenti e soprattutto risentimenti che un po’ alla volta si rivelano attraverso le domande impertinenti del giovane investigatore. Il regista, autore anche della sceneggiatura originale, ha voluto ambientare la vicenda circa dieci anni più avanti rispetto al romanzo della Christie, marcando così ulteriormente il trapasso di un’epoca e l’irrompere della modernità in un piccolo mondo ancora molto vittoriano. Interessante senza dubbio l’utilizzo della luce per esprimere la psicologia dei diversi personaggi, anche se a volte più consona ad un poliziesco americano che ad un giallo britannico. Perfetta Glene Close nella parte di Lady Edith, rediviva Crudelia de Mon, personaggio che negli anni novanta ne consacrò la fama e la bravura.