Loving Vincent

di Dorota Kobiela, Hugh Welchman
animazione, Gran Bretagna/Polonia 2016, 94 min.

Proiezione speciale per dare IL VIA alla nostra stagione estiva: uno dei grandi successi del 2017/18, un film di animazione che è anche un gioiello e un’opera d’arte.
Attraverso 60.000 tele dipinte a mano un suggestivo viaggio nella vita e nell’arte di uno dei più grandi artisti di sempre. Un film dipinto, fotogramma per fotogramma,  nello stile di Van Gogh.
Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes e 1 candidatura a BAFTA.

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Dorota Kobiela, pittrice polacca, e il regista inglese Hugh Welchman, hanno intrapreso questa avventura sei anni fa per raccontare, attraverso uno stile da cinema noir, le ultime settimane di vita del pittore olandese trasferitosi ad Arles, in Francia, nel 1888. Da Adeline, la padrona di casa del pittore, a pére Tanguy, fino al pescatore o il dottore Paul Gachet e la figlia tutti rigorosamente ritratti a olio, restituendo vita all’immediato e riconoscibile stile di Van Gogh. La casa gialla, il campo di grano e i fiori azzurri, la stanza con la sedia… realizzati con pennellate vivide, colori visionari e brillanti, e quel movimento fluido tipico del tocco “vangogghiano”, si alternano al bianco e nero delle parti narrative.  Un film prodotto con tenace e minuzioso lavorìo in cui più di 100 artisti, con la tecnica del Painting Animation Work Station hanno animato un thriller interamente costituito da pittura che coinvolge totalmente lo spettatore. mymovies.it

Oltre allo sforzo produttivo e artistico, sperimentale e suggestivo, Loving Vincent è anche un esistenziale giallo d’inchiesta che riesce a conciliare una forza informativa, e se vogliamo anche didattica, con un’anima più sfuggente ed evocativa. Cinema sperimentale non significa necessariamente opera d’arte criptica, e la narrazione chiara e accorata di Dorota Kobiela e Hugh Welchman è lì a confermarcelo. Al di là di qualche trascurabile cedimento didascalico, la sostanza è preziosa e, mai come in questo caso, è soprattutto nella forma. (Domenico Misciagna – Comingsoon.it)