Lady Bird

di Greta Gerwig
commedia, USA 2017, min.
con Saoirse Ronan (Christine Lady Bird McPherson), Laurie Metcalf (Marion McPherson), Tracy Letts (Larry McPherson), Lucas Hedges (Danny O’Neill), Timothée Chalamet (Kyle Scheible), Beanie Feldstein (Suor Julie Steffans), Lois Smith (Suor Sarah Joan), Stephen Mckinlkey Henderson (Padre Leviatch), Odeya Rush (Jenna Walton), Jordan Rodrigues (Miguel McPherson), Marielle Scott (Shelley Yuhan), Casey Kelly (Laura Marano), Diana Greenway (Kathryn Newton)

Nel 2002 Christine McPherson, che si fa chiamare Lady Bird, frequenta l’ultimo anno di un liceo cattolico alla periferia di Sacramento. Vive con un fratello maggiore, adottato, e con i genitori con cui non ha un bel rapporto..

La regista Greta Gerwig sul set con Saoirse Ronan e Timothée Chalamet

Premiato col Golden Globe per il miglior film commedia o musical, e per l’attrice protagonista Saoirse Ronan

 

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Valutazione pastorale della Comissione Nazionale Valutazione Film della CEI:  Ostico, appuntito, non riconciliato, il copione taglia trasversalmente il ritratto di Christine, facendone a poco a poco il prototipo della ragazza americana di oggi, compressa tra la fine dell’adolescenza, l’affacciarsi alla maggiore età e una innata voglia di ribellione. A un certo punto, dopo la scoperta che il padre ha perso il lavoro ed è aggredito dalla depressione, in Christine emerge la voglia di evasione, di frequentare un’università fuori dalla California. È il momento in cui, i giovani americani mettono in campo molti sogni, l’intenzione di dare corpo a ipotesi e tentativi di costruirsi un futuro nuovo e differente. E’ evidente qui la rabbia verso un tipo di vita sempre uguale e standardizzata, il grido di rivolta contro l’impossibilità di cambiare situazioni all’apparenza ferme e immutabili. La scuola ci mette del suo: Suor Sarah Joan, un’insegnante, e padre Leviatch, il preside, rappresentano le figure di un’autorità, quella docente, che non opprime ma trasmette talvolta agli alunni, le proprie problematiche e le molte inibizioni. Christine, che da sempre si fa chiamare ‘Lady Bird’, perché è importante uscire dall’omologazione, riceve una lettera di ammissione ad una università di New York. Quando compie diciotto anni ed è quindi maggiorenne, assapora così la prospettiva di gestire una libertà fino a quel momento irraggiungibile. Arrivata nella grande mela, Lady Bird riprende il vero nome. Va alla messa domenicale e, all’uscita, telefona alla madre: “Ciao mamma sono Christine” le dice, chiusura forte e intensa, aperta a disegnare la linea di un orizzonte generazionale forse incerto ma orientato verso la riconciliazione. Ne risulta un esordio sofferto e convincente, nel quale la regista realizza un incisivo resoconto su un panorama generazionale oggi confuso e di non facile interpretazione. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.