La forma dell’acqua

(The Shape of water) di Guillermo del Toro
Drammatico/Fantastico, Stati Uniti 2017, 119 min.
con Sally Hawkins (Elisa Esposito), Michael Shannon (Richard Strickland), Richard Jenkins (Giles), Octavia Spencer (Zelda Fuller), Michael Stuhlbarg (dott. Robert Hoffstetler), Doug Jones (creatura anfibia), David Hewlett (Fleming), Nick Searcy (generale Hoyt), John Kapelos (Mr. Arzounian), Laurene Lee Smith (Elaine)

Elisa, giovane donna muta, lavora in un laboratorio scientifico di Baltimora dove gli americani combattono la guerra fredda. Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata da profonda amicizia a Zelda, collega afroamericana che lotta per i suoi diritti dentro il matrimonio e la società, e Giles, vicino di casa omosessuale, discriminato sul lavoro. Diversi in un mondo di mostri dall’aspetto rassicurante, scoprono che in laboratorio (soprav)vive in cattività una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità. A rivelarle è Elisa. Condannata al silenzio e alla solitudine, si innamora ricambiata di quel mistero capace di vivere tra acqua e aria.

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Una pioggia di meritatissimi premi: 74^ MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2017: LEONE D’ORO (anche premio FUTURE FILM FESTIVAL DIGITAL AWARD, premio C. SMITHERS FOUNDATION CICT UNESCO, premio SOUNDTRACK STARS), GOLDEN GLOBE 2018 : regia e colonna sonora (Alexander Desplat), OSCAR 2018 miglior film, regia, colonna sonora, scenografia; BAFTA: miglior regia, colonna sonora, scenografia

Una favola adulta, intrisa di passione cinefila, e in grado di lanciare un messaggio di tolleranza e di amore che risuona fortissimo nel nostro presente. Con i piedi piantati nell’America ambigua dei primi anni Sessanta, guardando a classici immortali come La Bella e la Bestia come a B-Movie di culto come Il Mostro della Laguna NeraGuillermo del Toro trova la quadra della sua ricerca estetica e tematica, supportato da un cast azzeccatissimo e in formissima.
Il suo è un film di emozioni e sentimenti, di amore spirituale e perfino carnale (il sesso non è affatto un rimosso, in questo film, e anzi ne è parte essenziale: non è poco), capace di farsi anche discorso politico senza mai diventare per questo pedante o retorico. E che ha la capacità di restituire al nostro sguardo lo stupore infantile che forse abbiamo perduto. (Federico Gironi – Comingsoon.it)

Valutazione pastorale della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI:    Quante persone, di non elevata preparazione ma di indiscusso valore sociale erano nascoste nei meandri di luoghi di lavoro tra spreco e sacrificio, eseguendo ordini senza ribattere e senza protestare, ma osservando, ascoltando e pensando? L’America a cavallo tra ’50 e ’60 era così, popolazione ordinata e insieme capace di reazioni, e soprattutto di sogni. Al sogno si affida Elisa, donna delle pulizie quando per caso si imbatte in uno strano essere tra il mostruoso e il pauroso, che viene tenuto nascosto e isolato con la prospettiva di eliminarlo. Il senso di protezione scatta immediato. Elisa prende per l’imprevista creatura anfibia una infatuazione come un sentimento di difesa e di protezione, che la induce a fare qualcosa per salvargli la vita. Sulla presenza di un ‘altro’, diverso e tale da incutere paura, si snoda il racconto. Che gioca a corrente alternata sulla diffidenza, sul timore mai sopito dei nemici sconosciuti dell’America, sui cittadini di diversa definizione, sul pericolo ‘comunista’ più che mai incombente. Elisa, all’inizio timida e poi via via più coraggiosa, affronta i rischi di una reazione seria e spavalda, una prova di forza che gli mette contro il capo/padrone. E’ bravo del Toro a scandire dentro i toni di una favola dai colori neri e paurosi i ritmi di una tensione forte e incontrollabile, tra durezza e amarezza esistenziale. Il film scorre pieno di suspence, di angoscia, di aperture verso un cambiamento, alleggerito da colori forti, da un clima ‘noir’ con molti fremiti e paure inconsce. Ne esce un ritratto di un’America anni Cinquanta serio e credibile, anche se plasmato dalla visionarietà onirica della fiaba. Diretto con polso e vigore creativo notevoli, il film ha ottenuto a Venezia quel Leone d’oro che ha segnato il definitivo lancio del regista messicano a livello internazionale. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Nello stesso weekend: sabato 25 agosto la commedia inglese RICOMINCIO DA NOI