Giovedì 09 Settembre 2010

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RASSEGNA TEATRALE "UNA POLTRONA PER DUE" - X EDIZ.

Da Venerdì 26 Febbraio a Venerdì 26 Marzo
Cinque appuntamenti con la prosa e le migliori compagnie amatoriali del Veneto

 

 

 

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Venerdì 26 febbraio 2010 ore 21.15
Appuntamento speciale con la Compagnie Teatro Insieme di Padova
Molto rumore per nulla
di William Shakespeare
Regia di Andrea Nao

Venerdì 5 marzo 2010 ore 21.15
Compagnia Prototeatro di Montagnana (Pd)
La locandiera e gli amorosi
di Piero Dal Prà
Liberamente tratto da “La locandiera” di Carlo Goldoni
Regia di Piero Dal Prà

Venerdì 12 marzo 2010 ore 21.15
Compagnia Stabile Del Leonardo di Treviso
Amleto in salsa piccante
di Aldo Nicolaj
Regia di Giovanni Handjaras

Venerdì 19 marzo 2010 ore 21.15
Compagnia Benvenuto Cellini di Padova
Il berretto a sonagli
di Luigi Pirandello
Regia di Giuliano Polato

Venerdì 26 marzo 2010 ore 21.15
Teatro delle Lune di Montebelluna (Tv)
L’incidente  ovvero per un paio di mutandine...
di Luigi Lunari
Regia di Roberto Conte

 

BIGLIETTI PER CIASCUNO SPETTACOLO TEATRALE
INTERI €. 6,00
RIDOTTI (Associati, Studenti max 26 anni, Over 65) €. 5,00
AGEVOLATI (presentando la Carta Argento del Comune di Padova oppure il biglietto del film del mercoledì) €. 4,00

PREVENDITE
(diritti di prevendita €. 0,50 - prenotazione del posto numerato)
Cartoleria C’ERA UNA VOLTA via Asolo 9 (Paltana) chiuso Sabato pom
TICKETSTORE c/o COIN III piano via Altinate n.16/8
Cartoleria Edicola RUGGERO  via Armistizio n.289 (Mandria)
Edicola PALTANA via Vitt.Veneto n.71 (di fronte alle piscine)
LE PREVENDITE DI “TANTO RUMORE PER NULLA” SARANNO DISPONIBILI DA LUNEDI 8 FEBBRAIO
QUELLE DEGLI ALTRI SPETTACOLI INIZIERANNO IL SABATO ANTECEDENTE LA RAPPRESENTAZIONE IN QUESTIONE
(ad es. LA LOCANDIERA E GLI AMOROSI: inizio prevendita sabato 27 febbraio - rappresentazione: venerdì 5 marzo)

DOPO L’INIZIO DELLO SPETTACOLO L’INGRESSO IN SALA
NON SARA’ CONSENTITO, NEMMENO A CHI AVESSE ACQUISTATO IL BIGLIETTO IN PREVENDITA 

LA RASSEGNA
Eccoci giunti alla decima edizione della Rassegna “Una poltrona per due”...
Sembra ieri, o forse l’altro ieri, quando la riapertura del “Piccolo Teatro”, dopo quasi vent’anni di ...abbandono, diveniva realtà.
Finalmente c’era la struttura: doveva "solo" essere riempita di contenuti...
La prima iniziativa fu questa rassegna, che coniugò l’espressione teatrale con l’espressione cinematografica (di qui il titolo, mutuato dal film con Dan Aikroyd e Eddie Murphy): spettacoli e film in cartellone erano uniti dal medesimo tema. Negli anni, prendendo fortunatamente piede l’attività cinematografica ordinaria del “Piccolo” sia nei fine-settimana che al mercoledì, la necessità (e disponibilità) di proposte filmiche necessariamente collegate agli spettacoli (e non già proiettate) è venuta meno...
Ma nella rassegna anche oggi il collegamento viene mantenuto, con la formula dell’incentivo per gli spettatori del teatro, che conservando il biglietto del venerdì potranno usufruire (se lo vorranno) del prezzo più basso al mercoledi successivo (...pagheranno per il film come se fossero simpatici nonni titolari di Carta d’Argento...); lo stesso avverrà per gli spettatori del film d’essai, che, conservando il biglietto,  potranno usufruire del prezzo più basso per il successivo spettacolo teatrale.
Anche quest’anno ospiteremo compagnie teatrali di prim'ordine nel settore del teatro amatoriale.
Spazieremo dai  classici (Molto rumore per nulla, Il berretto a sonagli), ai liberi adattamenti di classici (Amleto in salsa piccante, La locandiera e gli amorosi) fino ad arrivare ad un’opera contemporanea di un apprezzato autore quali Luigi Lunari (L’incidente).
Ringraziamo l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, che contribuisce alla realizzazione della rassegna.
Stiamo andando verso il decimo compleanno del “Piccolo”  (31 gennaio 2011)...siamo certi che gradirete gli spettacoli di questa edizione, ma vi raccomandiamo di non perdervi i programmi che stiamo predisponendo in vista dell’importante ricorrenza!


Venerdì 26 Febbraio 2010 - Ore 21.15

”Teatro Insieme” - Padova
MOLTO RUMORE PER NULLA
di William Shakespeare
Regia di Andrea Nao

Scritta da W. Shakespeare sullo scorcio del sedicesimo secolo, alla fine della sua produzione giovanile e congenere alle altre tre "commedie romantiche" (“Il mercante di Venezia”, “Come vi piace”, “La dodicesima notte”), “Molto rumore per nulla” è improntata a un fresco gioco scenico che decanta in accenti lirici e meditativi la consumata eleganza della scenografia verbale. L’opera racconta di Don Pedro e de suoi armigeri che si stabiliscono nella reggia della signora Donata e tessono trame d’amore e di tradimento con le donne della casa. Le parole che danno vita ai sentimenti sfuggono però al controllo di chi le pronuncia, provocando malintesi che, attraverso la vita e la morte, conducono infine ad un doppio anello nuziale. Prendendo spunto dalla commedia cortese e dalla novellistica italiana, “Molto rumore per nulla” fonde l'arguzia con la farsa popolare. Ne risulta una polifonia lirica brillante, che ritrae il gioco dei sentimenti e dei destini.

Teatro Insieme nasce a Padova nel 1978.  I primi spettacoli sono rivolti soprattutto ad un pubblico infantile. Nel 1988 la compagnia si dedica ad una elementare scuola di teatro ed attira nuovi  componenti. il gruppo così rinnovato porta in scena: ‘L'amore fa fare questo ed altro’ di Achille Campanile (1990), ‘Il povero Piero’ di Achille Campanile (1991) e ‘Topaze ovvero il piacere della disonestà’ di Marcel Pagnol (1993). Nel 1994 e nel 1995 il gruppo, che ha sempre avuto una vocazione didattica, accoglie nuovi componenti e si dedica alla ricerca di nuovi testi teatrali, così nascono: ‘I diari’ di Pier Benedetto Bertoli (1997), ‘Sottobanco’ di Domenico Starnone (2000), ‘Aspettando la signora Godot’ da Samuel Beckett (2002) e ‘La strana indagine dell’investigatore Raymond Cidrolin’ da Raymond Queneau (2004).
Nel 2005, la compagnia produce lo spettacolo ‘Ubu Re’ di Alfred Jarry, e sperimenta l’allestimento di corti teatrali (piece dalla durata di circa 30 min.). Vengono così messi in scena le commedie ‘3 ai 30’ e ‘Bar Barò’, il giallo ‘É stata lei’ e il dramma storico ‘Le prostitute di Caravaggio’, tutti scritti da Andrea Nao e che hanno replicato su tutto il territorio nazionale vincendo diversi premi teatrali.
Nel 2007 la Compagnia produce ‘Forte… Piano…’ , progetto nato con l’intento di far riemergere l’importanza della figura di Bartolomeo Cristofori, costruttore di strumenti musicali nato a Padova che sul finire del Seicento inventò il pianoforte.
Nel 2008 viene messa in scena un'altra opera di argomento storico, intitolata ‘Elena, il mito’: una commedia brillante in due atti tratta dalle opere di Omero, Euripide e di tutti coloro che hanno raccontato una versione del mito della donna di Sparta, per cui si è combattuta la guerra di Troia.


Venerdì 5 Marzo 2010 - Ore 21.15
“Prototeatro” - Montagnana
LA LOCANDIERA E GLI AMOROSI
liberamente tratto da “La locandiera” di Carlo Goldoni
Regia di Piero Dal Prà

“ La locandiera egli amorosi” è un libero adattamento dall’originale “La locandiera” di Carlo Goldoni in cui, pur rimanendo sostanziali molte parti del dialogo dell’autore veneziano, si rivelano interessanti talune aggiunte, come per esempio le figure delle tre lavandaie: ragazze allegre, maliziose, pronte al canto e ai passi di danza, che sempre s’intromettono nel dialogo, ammiccando alla loro padrona.
I due servitori poi non agiscono soltanto in piccole “pause di respiro”, ma rappresentano una vibrante “trait d’union” tra una Miramdolina divenuta più astuta conduttrice della storia (e sempre supportata dalle sue vivaci servette) e i tre avventori: il Marchese di Forlimpopoli, il Conte d’Alba Fiorita e il Cavaliere di Ripafratta.Questi arricchiscono il loro “tipo”, la loro “maschera” divenendo, il primo, una macchietta d’uomo ancora più ridicola impacciata; il secondo un nobilotto cicisbeo e bizzoso; il terzo, un misogino patetico e stravagante, pieno di debolezze e incertezze. Se nelle opere di Carlo Goldoni l’antica, italiana Commedia dell’Arte è traccia percettibile, ne “La locandiera e gli amorosi” di Piero Dal Prà e del Prototeatro, è decisamente presente, rendendo la “confezione” dello spettacolo più ritmata e viva.

La Compagnia Prototeatro nasce a Montagnana (PD) nel 1911 come gruppo di sperimentazione, cercando nel linguaggio gestuale nuove forme di espressività teatrale. Risale a quel periodo la rievocazione di temi mitologici e fiabeschi ed è dal '71 al '75 che la Compagnia porta i propri lavori in molte rassegne di livelllo internazionale: Festival Universitario Teatrale di Zagabria, Rassegna di Urbino, Laboratori nell' ambito della Biennale di Venezia, ecc.. Con lavori di forte carattere drammatico il gruppo cerca poi di fondere l'esperienza gestuale con la parola e negli anni 80 ha inizio il riaccostamento al teatro "classico”. In quel periodo la regia degli allestimenti e le stesse riduzioni  teatrali cominciano a portare la firma di Piero dal Prà, che già ne curava la parte scenografica. Testi sulla Commedia dell’Arte e sul Teatro Medioevale forniscono alla Compagnia l'occasione di partecipare a interessanti manifestazioni a tema, come Feste Medioevali, Spettacoli in Castello e Rievocazioni storiche in tutta Italia. E' la volta quindi dei premi. Il Prototeatro è riuscito a imporsi nei principali Festival Nazionali, come il "Sipario d'Oro" di Rovereto, la "Maschera d'Oro" di Vicenza, lo "Schiofestival", il Festival di Chioggia, di Pesaro, di Viterbo e di Gorizia, il "Naveteatro"  di Brescia, e molti altri ancora, vincendo premi innumerevoli.


Venerdì 12 Marzo 2010 - Ore 21.15
“Compagnia Stabile del Leonardo” - Treviso
AMLETO IN SALSA PICCANTE
di Aldo Nicolaj
Regia di Giovanni Handjaras

Chissà se Nicolaj si sia ispirato all’interpretazione che James Joyce dà dell’Amleto nel suo Ulisse? Lo spettro del re è l’attore Shakespeare, che ha pensato l’Amleto per recitare proprio la parte del fantasma. Parla a Burbage, il giovane attore che gli sta davanti, chiamandolo per nome e ordinandogli di ascoltare.
Egli parla a un figlio, il figlio della sua anima poetica, il giovane principe Amleto, e al figlio del suo corpo, Hamnet Shakespeare, che è morto a Strattford perché il suo omonimo potesse vivere per sempre: “Io sono il padre assassinato, tua madre è la regina colpevole”. Ann Shakespeare, nata Hathaway.  Insomma  Joyce sostiene che Shakespeare abbia recitato la parte del fantasma per denunciare l’adulterio della moglie col fratello di lui! L’idea di Nicolaj gli assomiglia: lo spettro non è lo spettro! E’ il cuoco che recita davanti ad Amleto la parte dello spettro di suo padre per vendicarsi dell’adulterio della propria moglie col re Claudio. Così Froggy inventa la storia dell’adulterio della regina e dell’assassinio del vecchio re al solo scopo di suscitare l’ira di Amleto e, tramite lui, portare a compimento la sua vendetta personale! Se quindi la commedia di Nicolaj risulta comunque esilarante nel suo ritmo da farsa, viene da dire che per gustarla fino in fondo, soprattutto in certi richiami puntuali al testo della tragedia Shakespiriana, non sarebbe inutile un ripasso veloce dell’opera del grande drammaturgo inglese!

La Compagnia, composta per la maggior parte da studenti universitari, si è venuta formando nel corso degli ultimi dodici anni sulla spinta di una comune passione per il teatro. Il “nucleo storico” si è costituito nel 1991 all'interno dei laboratori teatrali del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso, nell'ambito del “Progetto Giovani per la Scuola”. Il nome stesso della Compagnia resta tuttora associato a quello del Liceo, a ricordarne l'origine e i legami di collaborazione. In un ambiente culturale vivace e stimolante, grazie a un metodo di lavoro attento e rigoroso, gli spettacoli realizzati si sono presto distinti per la loro qualità. Ne sono testimonianza la presenza nel cartellone di importanti rassegne di teatro per la scuola e i riconoscimenti conseguiti in diversi concorsi regionali e nazionali. In particolare ricordiamo la partecipazione di diversi allievi dei laboratori alla manifestazione “Aperta Scena” (edizioni 1998-2001) sotto la direzione artistica di Ugo Pagliai. Con la guida di Maurizio Damian e Giovanni Handjaras, l'esperienza è quindi proseguita, vedendo di anno in anno confluire nel gruppo ex-studenti che desideravano continuare l'attività teatrale iniziata al Liceo. Questo continuo afflusso ha garantito un costante apporto di nuove forze, tutte con alle spalle una solida e comune esperienza di palcoscenico maturata a scuola. La Compagnia, realtà culturale giovane ma già promettente, ha negli anni raccolto lusinghieri consensi di critica e pubblico.

Venerdì 19 Marzo 2010 - Ore 21.15
Compagnia Benvenuto Cellini - Padova
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
Regia di Giuliano Polato

Or sono circa duemilacinquecento anni il grande filosofo greco Eraclito, quello del “panta rei” (del “tutto scorre”, per intenderci), scriveva che “la guerra è madre di tutte le cose e di tutte le cose è regina”: ciò che si oppone “genera profonda armonia”, una “armonia per opposte tensioni, come nell’arco o nella lira”.
Diceva cioè, che i contrari sono l’uno complementare all’altro, strettamente legati l’uno all’altro dalla loro stessa opposizione in un continuo transito dall’uno all’altro: è da questo passaggio che nasce il divenire, ciò che, ridotto a termini più essenziali e comprensibili, chiamiamo vita. E questo divenire non è mai fermo, è sempre cangiante, pur essendo sempre la stessa cosa, come il fuoco, elemento di riferimento del filosofo greco.
La vicenda è nota: istigata dalla Saracena, Beatrice, moglie tradita e delusa, cerca la sua vendetta contro il marito e la sua amante, a spese del coniuge di quest’ultima, lo scrivano impiegato del marito, Ciampa, nonostante i tentativi di dissuaderla da ciò del fratello Fifì e dell’amico delegato di P.S. Spanò e gli avvertimenti neppur tanto velati dello stesso Campa, Beatrice va sino in fondo, decisa a ottenere la sua personale vendetta, senza curarsi di ciò che questo rappresenta per la propria famiglia (la madre e il fratello) e per il povero scrivano. Ma… c’è un ma. Anzi, ce n’è più di uno. Non si vive soli a questo mondo: volenti o no siamo fibre di un ben preciso tessuto umano fatto di rapporti, relazioni, convenzioni, consuetudini. Ciò che crediamo far per noi stessi non può non aver riflesso su altri. La fisica dice che ad ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria. E la vendetta di Beatrice si ritorcerà su di lei, non più vincitrice ma vittima: nient’altro che il divenire di cui prima si diceva.

La compagnia teatrale “Benvenuto Cellini” può certamente essere annoverata  tra le realtà culturali più antiche e vitali del padovano. La Compagnia vede la luce nel 1935, sotto la direzione di un infaticabile animatore ed educatore: Benvenuto Cellini. Ricostituitasi nel 1946 dopo la pausa bellica, portò in diversi teatri del Veneto le commedie del suo nutrito repertorio fino al 1956, anno in cui, in seguito alla prematura scomparsa di Cellini, l'attività della Compagnia subì una temporanea battuta d'arresto.
Non molti anni dopo alcuni dei compagni di Benvenuto (tra questi sono senz'altro da ricordare la sorella Anna e Gastone Mattiello), riprendono la strada interrotta, intitolando la ricostituita formazione al suo scomparso direttore. Molti da allora sono stati gli allestimenti della Compagnia, che, in qualche modo, segnano la storia del teatro amatoriale padovano, fino ad arrivare alle messinscena dell'ultimo decennio


Venerdì 26 Marzo 2010 - Ore 21.15
Teatro delle Lune - Montebelluna
L'INCIDENTE
ovvero per un paio di mutandine
di Luigi Lunari - Regia di Roberto Conte

Scrive l’autore: "L'incidente": che cosa dire, e perché? Il fatto è che un autore non dovrebbe mai parlare di una sua opera. Il testo è lì, si apre il sipario, gli attori entrano in scena e cominciano a recitare, ovvero a raccontare una storia. E tutto deve essere chiaro, percepibile, evidente. Se qualcosa resta inespresso o confuso, vuol dire che l'opera è mancata; e a questo fallimento non si può rimediare erudendo il pubblico a priori. Punto e a capo. Al più, per riempire lo spazio che mi è stato dato, potrei citare qualche fatterello marginale, che non tocca la sostanza della cosa e che non pregiudica minimamente la fruizione e il giudizio da parte dello spettatore". 
"L'incidente" nasce nel 1966 (un altro mondo!) quando Carletto Colombo, mitica figura del teatro e della politica milanese, commissiona al giovane Lunari un testo comico, da recitarsi in estate, nel grande teatro Odeon di Milano, con due pezzi da novanta dello spettacolo locale: Piero Mazzarella e Tino Scotti. La farsa - poiché di farsa si trattava - andò in scena per ben 105 sere tra giugno e settembre: un record. Il mondo dell'Incidente" è un mondo dove ancora non c'è la televisione, non ci sono i libri e le collane regalate dai giornali, non ci sono i telefonini: cose tutte che hanno rivoluzionato la nostra vita quotidiana e il nostro vivere in casa. Il ragionier Meroni colleziona riviste (come si usava una volta) e sua moglie prepara da mangiare senza avere in cucina la tv accesa, e telefonare vuol dire usare il telefono fisso che è l'unico che c'è.

Dopo il primo allestimento di cui sono stati artefici i quattro fondatori Roberto Conte, Ermanno Perinotto, Renato Tapino e Silvia Busato, la Compagnia si è andata via via allargando, modificandosi e strutturandosi fino a raggiungere un “nocciolo duro” che ne forma ora i pilastri, ma aperta comunque sempre a nuove esperienze, a collaborazioni e a nuovi arrivi. Negli corso degli anni sono fuoriusciti Ermanno Perinotto che ha formato, a sua volta, la Compagnia “Fortifluidi” e Silvia Busato per intraprendere la strada d’attrice professionista; sono passati lasciando la loro esperienza e un’impronta di qualità: Manuela Marchetto, attrice formatasi alla scuola di Marco Paolini e ora mezzosoprano alla Fenice di Venezia, Nadia Buracchi già attrice professionista proveniente dalla “Bottega dell’attore” di Vittorio Gassman, Giuliano Tonin ora animatore e burattinaio, Luca Zanetti, attore mai sazio di novità e conoscenze, Massimo Procopio, che per due anni ci ha regalato la serietà, il calore e l'esperienza conseguita nella sua terra di Sicilia ed in particolare sui palcoscenici di Catania. Fondamentale è stata anche, nei primi anni, la collaborazione dei BARBAPEDANA, culminata con il loro intervento diretto nello spettacolo “Cuore di cane” di Bulgakov e con l’uso di parecchi loro brani per le musiche di scena di “Parenti serpenti”.
 La compagnia, nella scelta drammaturgia, ha sempre privilegiato il teatro contemporaneo, americano o europeo, prestando però particolare attenzione alla ricerca di giovani autori italiani contemporanei, cercando di coniugare il gusto del pubblico con l’esigenza di originalità che palpita nel gruppo. L’obiettivo di ogni lavoro è sempre e comunque la qualità; perciò, oltre alla cura della scenografia, delle luci e dei costumi, in ogni messa in scena viene curata l’omogeneità nell’interpretazione dei personaggi. Quindi, oltre al continuo approfondimento e conseguente perfezionamento dell’arte dell’attore che ogni singolo componente porta avanti da solo o in gruppo, i ruoli vengono affidati tenendo conto delle caratteristiche individuali degli attori.

 

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